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La Confcommercio di Formia chiede un incontro con il Sindaco Bartolomeo per le tariffe di Acqualatina

È pervenuta alla nostra redazione la missiva con la quale la Confcommercio di Formia ha richiesto un incontro con il Sindaco, Sandro Bartolomeo, relativamente ai consumi fatturati ad esercenti da Acqualatina S.p.A..

La riproponiamo qui di seguito:

Caro Sindaco,

in questi giorni stanno giungendo alle attività della ristorazione, dei pubblici esercizi, alberghiere e balneari del nostro Comune le fatture emesse dalla Soc. Acqualatina spa relative al “conguaglio” dei consumi sulla base delle Tariffe anno 2014 che – come si legge in calce alle fatture stesse – sono state approvate “dall’Ente d’Ambito ATO 4 Lazio Meridionale Latina con le Deliberazioni n. 8 del 29.07.2014 e n. 11 del 7.8.2014”.
​Innanzitutto ci preme rappresentarLe il fatto che con le modifiche introdotte alla Tariffa in vigore fino al 29 luglio scorso, si sono provocati danni consistenti alle imprese turistiche in generale in quanto non solo è stata ridotta la soglia di consumo oltre il quale si paga la tariffa in eccedenza – che prima era fissata da metri cubi 501 in poi ed ora è fissata dalla soglia di 201 metri cubi in poi – ma è stata addirittura più che raddoppiata la tariffa in eccedenza, che è passata da € 1.935848 ad una tariffa che (fino a metri cubi 500) arriva ad € 3.53402 per schizzare ad € 4.172582 al metro cubo da 501 metri cubi in poi.
​Per quanto alle strutture alberghiere la tariffa non ha subito balzi rilevantissimi sebbene i ritocchi hanno comportato anche essi degli aumenti che hanno fatto lievitare le fatture fino a giungere ad importi che variano – per alcune strutture – da un minimo di € 6.384,60 ad un massimo di € 26.732,07, incluso IVA.
​Si arriva a tali importi perché comprensivi anche dei costi per la fognatura e la depurazione (che sono calcolati a metro cubo) oltre quelli per “quota fissa” (che invece sono calcolati a giorno).
​Lei capirà che se arriviamo a definire che queste tariffe un danno per le attività economiche e turistiche ciò deriva dalla insostenibilità economica per le aziende per il forte innalzamento dei costi di gestione che subiscono nell’attuale e difficilissima congiuntura economica.
Questi costi per il consumo e la depurazione dell’acqua si aggiungono agli altri costi di gestione diventando un ulteriore elemento di appesantimento che può portare persino al collasso delle aziende ed alla loro chiusura.
​D’altro canto, le aziende per recuperare le risorse dovute al fine di coprire tali costi si vedranno costrette a scaricarli sui consumatori – finendo con il far lievitare il costo dei prodotti e dei servizi – oppure a ridurre altri costi, tra i quali quelli del personale.
​Ciò comporterà o una ulteriore riduzione dei consumi e dei servizi oppure una ulteriore perdita di occupazione, con evidenti ripercussioni e conseguenze sul sistema sociale ed economico complessivo della nostra città.

Noi non comprendiamo quindi la logica e la ratio delle decisioni dell’ATO 4 Lazio Meridionale e della Soc. Acqualatina, perché con le decisioni assunte hanno così stabilito di dare un colpo che può rivelarsi mortale per l’economia della Provincia di Latina e per l’intero sistema turistico e ricettivo.
​Erano inevitabili questi aumenti? Non era perseguibile qualche altra strada, magari attraverso il recupero della evasione o attraverso una riduzione dei costi di gestione della Società di gestione?
​In queste condizioni diventa vacuo e persino illusorio parlare di competitività e di sviluppo, o magari di rilancio o di ripresa della economia e dei consumi nella nostra Provincia se le imprese e gli utenti subiscono gli effetti deleteri degli aumenti tariffari per i consumi di acqua.
​E’ bene ricordare che tali consumi sono obbligatori perché connessi agli obblighi per il mantenimento delle corrette prassi igieniche, per garantire la salubrità degli alimenti manipolati e somministrati o per garantire il più semplice accesso ai servizi igienici nei pubblici esercizi.
​Dunque parliamo di costi ineludibili e non comprimibili, pena il venir meno di standard di qualità con il rischio di contestazioni di sanzioni amministrative e persino di tipo penali.
​Alla luce di quanto esposto Le chiediamo di convocare con urgenza un incontro con una rappresentanza di operatori della nostra città per poter discutere l’argomento e per definire un eventuale percorso di iniziative che giungano quanto prima ad una riduzione delle tariffe per il bene delle aziende che costituiscono il fiore all’occhiello per Formia e sono parte fondamentali del sistema turistico del Golfo di Gaeta e della Provincia di Latina.
​La informiamo che nei prossimi giorni la Confcommercio e la FIPE Provinciale assumeranno una analoga iniziativa nei confronti della Presidente della Amministrazione Provinciale di Latina e della Soc. Acqualatina per esprimere la preoccupazione per le tariffe vigenti e per chiedere una urgente riduzione.

redazione

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