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Legge di Stabilità, spunta il nodo della vendita delle spiagge

Misura shock da parte del Pdl in cerca di fondi necessari agli emendamenti della legge di Stabilità: 7-8 miliardi potrebbero derivare in gran parte dalla “sdemanializzazione” delle aree dove insistono gli stabilimenti balneari nelle zone a più alto interesse turistico, con un allungamento delle concessioni demaniali delle spiagge e la vendita delle infrastrutture balneari cedibili (spazi per bar, palestre e piscine antistanti alle spiagge).
“La proposta di vendere le nostre spiagge è impresentabile e offende la dignità del Paese. Aspettiamo solo che qualche emulo di Totò proponga di vendere la Fontana di Trevi” ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, commentando la proposta avanzata dal Pdl.
Un no secco anche dal presidente di Sinistra Ecologia Libertà e governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola: “Abusivismo, cementificazione, condoni. Cosa altro vogliono fare alla nostra Italia? Non permetteremo in alcun modo un altro colossale scempio delle coste del nostro Paese, un ‘bene comune di tutti gli italiani'”.
Contrario anche il presidente dei Verdi Angelo Bonelli secondo cui
“la vendita delle spiagge va fermata perché sancirebbe la completa privatizzazione e la cementificazione delle nostre coste”. “I cittadini italiani -ha aggiunto Bonelli- e le future generazioni verrebbero espropriate di un bene che appartiene a loro ovvero alla collettività”.
Al coro di no il Pdl difende la linea con il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri, che giudica la proposta fra quelle assolutamente “non rinunciabili” per il Popolo della libertà: “Sulla vicenda delle spiagge ci sarà il solito qualunquismo mediatico. Nella realtà si vogliono solo stabilizzare le concessioni, cambiando le normative europee che sono ridicole”. “Norme -ha proseguito Gasparri- che possono anche andare bene per l’Olanda, ma non per l’Italia o la Spagna dove i lidi sono una ricchezza: ci sono imprenditori che hanno investito su questo bene e offrono servizi ai turisti. Noi vogliamo solo tutelare chi ha rispettato le regole, non vendere le spiagge, che restano dello Stato, e ottenere fondi importanti che possono esser utili in questo momento», ha ribadito.
Italia all’ultima spiaggia insomma? Intanto gli emendamenti sono stati presentati dai senatori. Il voto inizierà martedì, con l’obiettivo di portare il provvedimento in Aula tra il 18 e il 20 novembre.

redazione

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