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Fuori dal Golfo

Profilo genetico incompatibile, Corte di Appello accoglie istanza di revisione del processo

Era il 14 Novembre del 2009 quando a Latina nei Magazzini Maurys venne perpetrata una rapina: due malviventi travisati con passamontagna ed armati di due grandi coltelli fecero irruzione, in orario di chiusura, e costrinsero le cassiere a consegnare loro tutto l’incasso, circa 3.400,00 euro in contanti.
Dopo la fuga vennero individuati ed arrestati due pregiudicati di Latina, M.M. e D.A., riconosciuti come gli autori del fatto da alcune persone presenti alla rapina. Tuttavia, mentre il primo ammise le responsabilità mai alcuna dichiarazione venne resa da D.A., rimasto assente nel corso del processo e condannato in via definitiva a due anni e sette mesi di reclusione per rapina aggravata.
Al momento della carcerazione a causa della sentenza divenuta definitiva, al nuovo legale, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo di Formia, D.A. continuava a dichiarare la sua totale estraneità.
A questo punto la difesa, recuperata la documentazione processuale, e verificato un quadro probatorio carente, ha presentato istanza per la revisione del processo a Perugia, dove ieri – dopo una lunga camera di consiglio – la Corte di Appello ha accolto la richiesta di riapertura del processo avanzata dal penalista formiano e ordinato l’immediata liberazione dell’uomo essendo emersi elementi nuovi tali da minare profondamente le certezze che inizialmente sembravano accompagnare la sentenza definitiva.
Dall’analisi della documentazione, infatti, emergeva come i due profili genetici estratti dai passamontagna davano un risultato anomalo: mentre uno era riconducibile a M.M., l’altro era incompatibile con l’assistito di Cardillo Cupo, il quale dichiarava peraltro di non aver mai posseduto il giubbotto a lui attribuito come quello indossato da uno dei due rapinatori e rinvenuto in una traversa accanto al luogo dei fatti.
Successivamente l’attività di investigazione difensiva ha avuto modo di evidenziare come l’autore della rapina fosse da individuare in altro soggetto, sollecitando l’esame del Dna anche sul giubbino caduto in sequestro.
La Corte di Appello di Perugia, accolta l’istanza dell’Avv. Cardillo Cupo, ha rinviato al 17 dicembre prossimo per nominare un biologo e procedere a nuova perizia, accogliendo altresì la richiesta di revocare nel frattempo con ordinanza l’esecutivitá della sentenza e liberando l’imputato.

redazione

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