Proprio la denuncia di questo clima e la necessità di lottare per il ripristino della legalità devono aver infastidito il sacerdote che celebrava il rito funebre, tanto da indurlo a tentare di interrompere la commemorazione tenuta da una delle persone che lo avevano affiancato nella vita e nell’impegno. Non sopporta, il parroco, che nella sua Chiesa di parli di “mentalità mafiosa”. Farebbe bene a preoccuparsi se tale mentalità sia invece presente tra i suoi parrocchiani e nella sua comunità. Ma forse gli sfuggono esempi come quelli di don Puglisi, don Diana e i tanti sacerdoti che sono in prima linea contro le mafie.
Sinistra Italiana condanna nettamente il comportamento del parroco di Sperlonga, rilevando come proprio simili atteggiamenti evidenzino ancor più la necessità di attenzione e impegno per la legalità a Sperlonga e nel sud pontino.
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