“Ballata triste a due voci” è il nuovo emozionante romanzo di Dina Ravaglia

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Casa Editrice: PubMe
Collana: Gli scrittori della porta accanto
Genere: Narrativa contemporanea/Romance
Pagine: 384
Prezzo: €18,00

“Ballata triste a due voci” è il nuovo emozionante romanzo di Dina Ravaglia. La storia che Ravaglia ci racconta è quella di Theodor, che tutti chiamano Theo, e di Giada. Tra di loro ci sono tantissime differenze: lui è un giovane di appena 19 anni, metallaro, ma con una vita complicata. Lei una maestra elementare, la maestra del fratello di Theo, ha 27 anni e un’esistenza abbastanza monotona. L’incontro tra i due è fortuito, ma segnerà in maniera incisiva l’esistenza di entrambi. Nonostante le differenze d’età, sociali e di stile, tra i due nascerà un legame d’amore, che sarà destinato ad attraversare momenti difficili. Ciò che colpisce subito il lettore è la storia di Theo, che è costretto a prendersi cura del fratellino, poiché il padre si è trasferito in Germania con la nuova moglie. “Allora mi sono guardato intorno e ho visto, con gli occhi nuovi di lei, tutto il disordine che c’era, il casino della nostra vita, i piatti sporchi, i vestiti per terra a mucchi, e mi sono vergognato”, dice Theo in un passaggio del romanzo. Non solo l’assenza del padre, verso cui prova un sentimento ostile, ma ciò che pesa sul cuore di Theo è la morte della madre: “Un giorno uguale a oggi, un oggi di tre anni fa, è stato in un giorno così che lei se n’è andata, e non voglio sprecare parole. Non dirò parole che non mi piacciono. Non dirò più ad esempio “morta”, e neppure “overdose”, e nemmeno “funerale”, e anche una semplice, innocua parola come “buco” da quel giorno non sono più riuscito a pronunciarle”. In un altro cruciale passaggio del romanzo Theo dice: “Ero piccolo. Avevo quindici anni. Sono tornato a casa da scuola e lei era lì, sul divano; era lì, però se ne era andata. L’ho saputo subito. La casa era troppo ordinata, aveva messo tutto a posto, e lei non lo faceva mai, davvero; per questo l’ho saputo subito. Tutto quell’ordine. E dei bretzel appena fatti sul tavolo. Io vado matto per i bretzel, e mia mamma non sapeva cucinare, ma quelli li faceva da dio”. L’incontro con Giada e la loro relazione fugace daranno un senso nuovo alla sua esistenza, ma sarebbe troppo bello se la vita fosse così facile. Sia Giada che Theo percorreranno due strade diverse, ma particolarmente difficili, che li vedranno vivere momenti veramente bui. Conosceranno la solitudine, la separazione, la sconfitta, la depressione, ma riusciranno alla fine a trovare la loro serenità. Questo romanzo a due voci, ci restituisce uno spaccato di vita, che potrebbe essere quello di una coppia normale, di un nostro amico, di una nostra amica, che quotidianamente devono lottare con le avversità di un mondo, che è più nemico che amico.

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