Thailandia in Lutto: Addio alla Principessa Bha, Erede al Trono. Il Futuro della Successione Reale è Incerto

Una notte di giugno ha fermato un respiro che sembrava destinato a reggere il peso di una corona. La Thailandia piange la principessa Bajrakitiyabha Mahidol, per tutti “principessa Bha”, e si scopre più sola, più incerta. In ospedale, a Chulalongkorn di Bangkok, si è chiuso un capitolo. Il prossimo non è ancora scritto.

Aveva 47 anni

Una biografia che parlava chiaro: studi di diritto alla Cornell, carriera tra le Nazioni Unite e la procura, promozioni fino al grado di generale. Un profilo da statista, sobriamente costruito nel tempo, senza clamori. La sera dell’11 giugno, secondo quanto comunicato ufficialmente, la principessa Bha è morta al Chulalongkorn Hospital. Il paese ha abbassato la voce: strade silenziose, nastri neri sui balconi, candele davanti ai ritratti reali.

Non era solo una figura di corte

Era una professionista del diritto: ha lavorato nella Procura Generale, ha rappresentato la Thailandia a Vienna come ambasciatrice e come punto di riferimento per i dossier su criminalità e giustizia. Nel 2006 aveva sostenuto programmi di riforma penitenziaria per le donne, con attenzione a madri e bambini nati in carcere. Un modo concreto di declinare il potere: meno passerelle, più dossier.

La sua immagine pubblica teneva insieme rigore e accessibilità. Divise impeccabili, cerimonie militari, ma anche sopralluoghi nelle province, dialoghi con volontari, progetti sociali. In molti la consideravano l’erede più credibile della nuova generazione: competente, disciplinata, devota al dovere. Un’idea di monarchia che voleva essere moderna senza recidere le radici.

Chi era la “principessa Bha”

Nata a Bangkok il 7 dicembre 1978, primogenita del Re Maha Vajiralongkorn, la principessa Bajrakitiyabha ha costruito il suo percorso lontano dalla semplificazione. A Cornell ha conseguito titoli avanzati in legge; poi il lavoro nelle istituzioni, tra uffici giudiziari e diplomazia multilaterale. Nel 2019 è stata promossa generale, con incarichi nella sicurezza reale. La sua agenda parlava di diritti, legalità, reinserimento. Dati e atti, più che slogan.

In questi giorni il lutto è visibile e composto. Bangkok scorre come un fiume quieto: i taxi colorati sembrano meno vivaci, i templi raccolgono offerte discrete, le radio passano musica lenta. La perdita tocca corde intime perché Bha, pur essendo altissima istituzione, non aveva bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare.

Cosa succede ora alla successione

È qui che il racconto cambia passo. La famiglia reale osserva il protocollo, il Paese attende. La legge di successione (1924) e le disposizioni successive ammettono, in certe condizioni, la trasmissione del trono anche a una donna se designata. Finora, l’ipotesi più citata dagli osservatori resta il Principe Dipangkorn, figlio del sovrano, oggi ventenne; ma un annuncio formale, al momento in cui scriviamo, non è stato reso pubblico. Allo stesso tempo, il nome della principessa Sirivannavari, nota come “la stilista” per il suo lavoro nella moda, riemerge nel dibattito mediatico: suggestione legittima, ma senza conferme ufficiali.

La discussione, in Thailandia, scorre entro confini stretti, anche per via delle severe norme sulla lesa maestà. Ciò che si può dire con certezza è che la scelta avverrà nel solco del diritto vigente e dei comunicati del Palazzo Reale. Fino ad allora, resta l’interrogativo: quale volto darà la monarchia al proprio futuro?

Intanto, l’assenza di Bha pesa. Ogni biografia lascia una scia; la sua lascia una direzione. Un’idea sobria di servizio, fatti prima delle parole, prestigio come responsabilità. Forse la si capisce guardando una scena semplice: una ghirlanda di gelsomini che galleggia sul Chao Phraya, mentre la corrente va dove deve andare. Anche la successione reale troverà il suo corso. Ma a volte, davanti all’acqua che scorre, viene naturale chiedersi: quale riva sceglieremo di abitare domani?