Viveri ma, soprattutto, medicine raccolte grazie ai fondi che l’Associazione è riuscita ad accumulare con le tante iniziative di beneficenza organizzate negli ultimi mesi.
Direzione deserto, uno dei più inospitali della Terra. E’ lì che da 38 anni vive il popolo Saharawi, ammassato in campi profughi senza farmaci, con l’acqua che scarseggia e le temperature che superano i 50 gradi all’ombra. In 200 mila, senza patria, dimenticati dal mondo e dall’Europa che non li riconosce come Paese indipendente.
Anche quest’anno l’associazione prova a fare il suo. Sperando che presto le cose cambino e i nostri amici Saharawi possano aspirare a condizioni di vita migliori.
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