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giovedì, 20 febbraio 2020

Formia, Cardillo Cupo: “Città abbandonata a se stessa”

 

 

“Una città abbandonata a se stessa, un’amministrazione allo sbando, un sindaco isolato, una giunta senza poteri. Non saprei più come definire lo stato attuale della città di Formia”. Così Pasquale Cardillo Cupo, consigliere comunale di Formia Fratelli d’Italia,

“Il movimento civico che ha scelto Paola Villa come sindaco -continua il consigliere- resterà alla storia di Formia come il peggiore governo cittadino, incapace di raccogliere istanze della cittadinanza, di agire con ampia visione pubblica e territoriale, miope e lassista. Sono di queste ore i mal di pancia all’interno di una maggioranza logorata da visioni differenti, da chi tende ad amministrare la città con scelte di coraggio e chi invece ha paura anche di muovere un passo, relegando la città a un agglomerato moribondo. Amministrare senza idee e senza una visione di città: lo abbiamo denunciato più volte, i cittadini solo a distanza di un anno e mezzo hanno capito il grande bluff Villa, dove le scelte sono di pochi (spesso anche errate…), dove non esiste il confronto democratico tanto sbandierato in campagna elettorale con scelte condivise con le rappresentanze cittadine (le casette natalizie sono state emblematiche sotto questo aspetto), dove la giunta è completamente avulsa dalla vita cittadina e scollata rispetto alle esigenze di un territorio che merita maggiore rispetto e considerazione. Siamo stati i primi a denunciare la povertà del calendario estivo e poi, di recente, la scarsità di eventi natalizi per richiamare turisti, il governo Villa non è stato capace nemmeno di ispirarsi alla dirimpettaia Gaeta, che ancora oggi continua con i suoi programmi in calendario attirando turisti da ogni parte delle regioni confinanti. E non è un caso che oggi sul tavolo della maggioranza nascano frizioni a posteriori rispetto a una delle stagioni che avrebbe dovuto rilanciare le ambizioni cittadine, sia delle strutture ricettive che dei commercianti. Restiamo sempre più sgomenti rispetto a quello che accade (poco e male) e a quello che non accade (tanto), manifestandosi l’incapacità a vivere una città che merita migliori destini di quelli attuali. Ora la prova del bilancio di previsione, che pare tanto un regolamento di conti tra chi vuole osare navigando in mare aperto e chi invece non ha idea di come si tiene il timone della nave”.