A prescindere da quello che ritengono alcuni dirigenti di Acqualatina, il deposito non è un obbligo per il gestore ma una mera possibilità. In fattura vengono già computati dei costi di morosità. Si poteva dunque evitare di chiedere ai cittadini questo ulteriore balzello. Inoltre, come sottolineato da varie sigle di consumatori, tale deposito presenta profili di dubbia legittimità. Codice Civile alla mano, è infatti difficile concepire che una delle parti possa decidere in modo unilaterale di cambiare i termini del patto già sottoscritto. In caso di contenziosi, non escludiamo di presentarci in tribunale al fianco delle associazioni di consumatori.
Nella scorsa conferenza dei sindaci, i Comuni di Formia, Aprilia e Bassiano hanno protocollato un ordine del giorno che impegna la componente pubblica di Acqualatina a rivedere la decisione del deposito cauzionale e, in particolare, a rimborsare i depositi già erogati e ad eliminare quelli eventualmente ancora da richiedere, date anche le diverse vertenze in atto e i futuri pronunciamenti che la magistratura si appresta ad emettere in tutta Italia. L’unico obiettivo del gestore è rinvigorire le esangui casse della società incamerando decine di milioni di euro col deposito cauzionale e con le assurde richieste di conguaglio nelle prossime tariffe. Il progetto è chiaro a tutti: far quadrare i conti, salassando i cittadini.
Comunicato Stampa
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