Gaeta, arrestata per sfruttamento alla prostituzione

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20140701-110329-39809006.jpgNel corso di mirate attività finalizzate a contrastare e prevenire i reati in genere, ed in particolare anche sul fronte dello sfruttamento della prostituzione, spesso esercitata da donne di paesi dell’est, La Polizia Di Stato della Questura di Latina, nel corso del fine settimana , a coclusione di minuziose indagini, ha tratto in arresto una donna, F.I.F. di anni 27 di origine rumena, responsabile di sfruttamento alla prostituzione, riduzione in schiavitù, minacce, lesioni, estorsione e furto di documenti.

L’attività operata dal personale della Polizia Giudiziaria del Commissariato di Gaeta, ha fatto emergere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’arrestata, poiché si è dimostrato che sistematicamente la medesima, dopo aver procurato incontri sessuali a pagamento ad una giovane connazionale, reclutata nel proprio paese di origine, con la promessa di un lavoro onesto, la costringeva minacciandola in tale attività, impossessadosi di tutti gli introiti.

La professionalità del Personale del Commissariato P.S. di Gaeta , che ha rintracciato la vittima, nel centro di Gaeta, ha consentito di aprire uno scenario sui metodi utilizzati per sfruttare “la schiava del mercato del sesso” che ha dichiarato senza alcuna difficoltà di non aver percepito mai alcunché al termine delle prestazioni sessuali atteso che l’intero compeso veniva intascato dall’arrestata, che le procurava gli incontri.

Tra l’altro la donna in più occasioni sarebbe stata minacciata, picchiata dalla sua aguzzina che inoltre le aveva sottratto i suoi documenti personali.
In sede di perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’ arrestata sono stati ritrovati i documenti di identità della vittima, sottratti per evitare che la stessa potesse allontanarsi dalla zona.

L’aguzzina avrebbe sfruttato la donna per circa un paio di mesi con compensi che oscillavano dai 100 ai 200 euro al giono.

L’arrestata è stata posta a disposizione dell’A.G. della Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Cassino che ne ha disposto l’associazione presso il carcere femminile della Capitale.