Sindaco Mitrano, Ai Comuni gli oneri e al Governo gli onori

Slitta al 26 gennaio 2015, la scadenza del pagamento dell’IMU sui terreni agricoli in versione “allargata“, così come è stata imposta dal Governo Centrale, con il decreto interministeriale 28 novembre 2014, e caricata sulle spalle dei Comuni. Decreto che, in attuazione di quanto previsto del D.L. n.66 del 2014, ha rimodulato l’applicazione dell’esenzione dal pagamento dell’IMU agricola in senso restrittivo.

In base ai nuovi criteri fissati ne deriva, per la città di Gaeta ad esempio, che tutti i proprietari di terreni agricoli da Piano Regolatore dovranno pagare l’IMU.

Il Decreto stabilisce che sono esenti solo:

i terreni agricoli dei Comuni ubicati ad un’altitudine di 601 metri ed oltre, individuati sulla base dell'”Elenco comuni italiani”, pubblicato sul sito internet dell’ISTAT, tenendo conto dell’altitudine del centro, ovvero dell’altezza del centro del Comune ( Gaeta ha un valore di tale altitudine pari a due);
i terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, dei Comuni ubicati ad un’altitudine compresa fra 281 e 600 metri, individuati nel suddetto elenco;
i terreni concessi in comodato o in affitto a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali;
i terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.
In base alla nuova normativa si amplia la fascia dei contribuenti della nostra città tenuti al pagamento dell’IMU agricola, ma ciò non significherà maggiori introiti per il Comune, solo una tassa in più per i cittadini, da pagare allo Stato – spiega il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, nonché Assessore al Bilancio – Spieghiamo perché. Da tale recupero a tassazione, a seguito dell’esclusione dall’esenzione, il Governo Centrale prevede un maggior gettito complessivo annuo non inferiore a 350 milioni di euro che, però, non costituisce una maggiore risorsa per le casse dei Comuni italiani poiché, applicando un meccanismo ben noto, questi ultimi si sono visti tagliare in maniera equivalente le spettanze statali. In sintesi da una parte il Comune incasserà più IMU, ma dall’altra ha già perso una quota equivalente di fondo di solidarietà. Quindi si caricano i cittadini di una nuova tassa, (in teoria comunale, in pratica statale) poiché gli introiti, vanno al Governo centrale che ha già effettuato un taglio del fondo di solidarietà destinato ai comuni pari a 350 milioni di euro. Per il Comune di Gaeta lo Stato ha simulato introiti per 148.000 euro, somma che è stata già tolta dal fondo di solidarietà statale, riservato al nostro Ente. Ai Comuni gli oneri e al Governo gli onori“.

A ben vedere – prosegue il Primo Cittadino – diverse sono le problematiche poste dalla nuova manovra, a partire dall’utilizzo dell'”altitudine del centro“, quale criterio di riferimento per l’esenzione. Infatti esso penalizza diversi enti nei quali il centro del Comune ha un’altezza non da ente montano, ma in compenso i terreni sono dislocati in ampie fette del territorio che avrebbero tutti i requisiti per godere dell’esenzione. Però, per colpa di un centro più basso, si trovano ora a dover ingiustamente pagare un’imposta per la quale sono sempre stati giustamente esentati”.

E ribadisce “lo Stato pone il peso della manovra sulle spalle delle Amministrazioni Comunali, in quanto il taglio è sicuro, mentre il recupero dell’IMU da parte dei Comuni al 100% è una vera impresa, in considerazione anche del fatto che per valori di IMU agricola inferiori ai 12 euro, i contribuenti sono legittimati a non pagare “.

In conclusione “Ancora una volta il Governo centrale costringe il Comune a mettere le mani delle tasche dei cittadini cucendogli addosso il vestito dell’esattore“.

Si ricorda che il rinvio al 26 gennaio 2015, del termine per il versamento dell’IMU relativa ai terreni agricoli non riguarda i terreni agricoli che in precedenza versavano il tributo. Per questi terreni, infatti, la scadenza era quella del 16 dicembre 2014.