Niscemi, la terra che si muove e le misure d’emergenza sul tavolo del Governo

Ci sono emergenze che non esplodono all’improvviso, ma avanzano lentamente, giorno dopo giorno, finché il confine tra sicurezza e pericolo diventa sottilissimo. A Niscemi la situazione è questa: il terreno continua a muoversi, le certezze si riducono e le decisioni devono correre più veloci della frana.

Mentre la comunità cerca di capire cosa accadrà nelle prossime settimane, da Roma arrivano segnali chiari: l’emergenza non è solo geologica, ma anche sociale ed economica. E richiede risposte immediate.

La frana. Niscemi
Niscemi, la terra che si muove e le misure d’emergenza sul tavolo del Governo (foto Ansa) – GazzettinodelGolfo.it

Secondo quanto spiegato dal ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, la frana di Niscemi potrebbe estendersi ancora, fino a 150 metri in più rispetto al fronte attuale. Un’ipotesi che allargherebbe ulteriormente la zona rossa, coinvolgendo centinaia di abitazioni, molte delle quali potrebbero diventare definitivamente inagibili.

Il fronte istituzionale: stop ai mutui e sostegni alle imprese

Di fronte a questo scenario, il Governo ha annunciato le prime misure: sospensione del pagamento delle rate dei mutui e delle altre obbligazioni finanziarie per i cittadini colpiti. Non si tratta di un esonero, ma di una sospensione temporanea, come avviene in tutte le calamità riconosciute.

Parallelamente, Musumeci ha confermato un lavoro congiunto con il ministero del Lavoro per individuare ammortizzatori sociali a sostegno delle aziende locali, oggi impossibilitate a operare e a sostenere il costo dei contributi per i dipendenti. Alcuni provvedimenti, ha spiegato il ministro, sono già in fase di firma presso il Dipartimento della Protezione Civile; altri richiederanno un passaggio legislativo e saranno affrontati in Consiglio dei ministri.

Non solo. Il titolare della Protezione civile ha annunciato anche l’intenzione di avviare un’indagine amministrativa per capire cosa sia accaduto negli ultimi decenni e se vi siano state sottovalutazioni del rischio idrogeologico nell’area.

Zona rossa, divieti e l’arrivo del Genio Militare

Sul territorio, intanto, la parola d’ordine resta una sola: sicurezza. Il sindaco Massimiliano Conti ha ribadito con forza l’obbligo di rispettare i divieti di accesso alla zona rossa. L’ingresso è consentito esclusivamente con l’accompagnamento dei vigili del fuoco e previa autorizzazione, valutata caso per caso.

Il primo cittadino ha invitato la popolazione a evitare iniziative personali e polemiche, sottolineando che questo è il momento di lavorare insieme per gestire l’emergenza e programmare la ripartenza. In questo contesto, è atteso l’arrivo dell’Esercito con il Genio Militare, che avvierà una serie di interventi tecnici e opere di messa in sicurezza.

Sul piano politico regionale, il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani ha dichiarato che la tragedia “probabilmente si poteva evitare”, ricordando però che negli ultimi nove anni dal Comune non sarebbero arrivate richieste formali di intervento alla struttura regionale contro il dissesto idrogeologico.

La frana, intanto, continua. Lentamente, ma senza fermarsi. E Niscemi resta sospesa tra l’urgenza delle decisioni immediate e la necessità, ormai inevitabile, di interrogarsi su ciò che non ha funzionato nel passato.

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