Sperlonga, una commissione per discutere del futuro dei beni confiscati alla criminalità organizzata

0
515

Una commissione congiunta per discutere del futuro dei beni confiscati alla criminalità organizzata e assegnati al Comune di Sperlonga. Il 14 dicembre scorso, nell’ambito della Conferenza dei Servizi promossa dall’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, sono stati assegnati alla Regione Lazio 134 immobili, di cui 22 in provincia di Latina. Tra i Comuni assegnatari c’è anche il Comune di Sperlonga, che ha ottenuto alcuni appartamenti ubicati in località Valle dei Corsari di proprietà
dell’avvocato Cipriano Chianese, boss della malavita campana.

Il gruppo consiliare Lista Civica Sperlonga Cambia ha chiesto la convocazione in forma congiunta delle due Commissioni Consiliari competenti, Bilancio e Servizi Sociali, attraverso una nota indirizzata ai rispettivi Presidenti, per discutere dell’iter relativo all’acquisizione dei beni assegnati al Comune di Sperlonga e del loro riutilizzo sociale.
“Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata rappresenta un importante segnale di riscatto dello Stato contro le mafie, ma anche un’occasione di sviluppo per il nostro territorio. Riconvertire un bene sottratto alla criminalità e destinarlo a fini sociali significa restituirlo alla collettività e ripristinare la legalità dove le mafie hanno tentato di imporre il loro comando. In questo percorso di riscatto e di rinascita i Comuni hanno un ruolo determinate”.
A Sperlonga, oltre agli appartamenti assegnati, un altro immobile di proprietà del boss Cipriano Chianese è la villa sita in via Campo delle Monache, sulla quale il gruppo consiliare nel 2016 aveva presentato un’interrogazione, avanzando delle proposte per il suo riutilizzo, quali la realizzazione di una ludoteca o di una casa di accoglienza per persone in difficoltà.
“Il nostro gruppo consiliare ha già delle proposte concrete per dare nuova vita agli immobili sottratti alla criminalità organizzata e per metterli al servizio della comunità. Occorre però prima capire in che stato si trovino i locali, affrontare il delicato tema dell’acquisizione al patrimonio comunale e definire progetti validi, in grado di intercettare i fondi regionali e europei destinati a finanziare la riconversione sociale dei beni confiscati. Negli ultimi anni, grazie ai finanziamenti erogati dalla Regione Lazio, decine di immobili che prima erano in mano alla criminalità sono diventati luoghi aperti a tutti, dai giovani alle categorie fragili. Il nostro gruppo consiliare è pronto a dare il proprio contributo per consentire di trasformare il prima possibile questi spazi in luoghi di aggregazione, di crescita e di inclusione sociale. Siamo convinti che riqualificare i beni confiscati alle mafie significa affermare un principio importante di cultura e di legalità in una battaglia che deve vederci tutti impegnati sullo stesso fronte”.