La balneazione ai tempi del coronavirus (VIDEO)

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“Sono trascorsi ormai 2 mesi, forse è meglio dire 60 giorni, da quando una tempesta sanitaria ha costretto il governo nazionale ad obbligarci tutti a metterci al riparo nelle nostre case. Nell’attesa è giunto il tepore della stagione estivo-balneare e in tanti si sono accorti che una risorsa strategica come il turismo legato all’estate rischia di subire una gravissima menomazione“. Così l’operatore balneare Giuseppe Valente, titolare di Gneo Fonteo a Gaeta.

“Sono fiducioso -continua Valente- che le strutture balneari e ricettive siano in grado di operare nel rispetto delle regole sanitarie e che non necessitino di ulteriori balzelli e soluzioni capestro che rischiano di compromettere la stabilità della struttura stessa. Tutti i cittadini hanno conosciuto le conseguenze dell’emergenza sanitaria, sono consapevoli dei rischi e conoscono appieno i comportamenti da adottare per evitare inutili esposizioni. Ciascun esercente sa bene che per questa stagione potrà contare su un numero inferiori di clienti. Gli stabilimenti balneari hanno gli spazi sufficienti per ospitare gradevolmente e in sicurezza i propri clienti che, ripeto, saranno in numero inferiore rispetto all’anno precedente”.

“Il problema potrebbe porsi per gli arenili pubblici. Ma come è noto, tutti gli arenili pubblici del nostro comprensorio sono gestiti in maniera indiretta ed efficace dalle numerose attività commerciali che sono sorte nelle aree limitrofe. La difficoltà oggettiva sarebbe quella di impedire ai fruitori l’accesso disciplinato e ordinato. Per le spiagge libere si potrebbe ipotizzare, per via del tutto eccezionale, un affidamento alle strutture private retrostanti consentendo un pre-posizionamento di attrezzature balneari (ombrelloni e lettini) nella quantità necessaria a garantire una fruibilità in sicurezza dell’arenile stesso. Al cliente-avventore si riconoscerà inoltre la facoltà di prenotare l’accesso alla spiaggia libera e se non desidera noleggiare l’attrezzatura privata, potrà usufruire dello spazio occupato in precedenza sostituendo l’attrezzatura privata con la propria”. 

 

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