Il canone d’affitto concordato è frutto del pieno accordo tra le parti interessate, rappresentate legittimamente dalle rispettive sigle sindacali. Nasce da mesi di trattative tra i rappresentanti degli inquilini e dei proprietari, con la mediazione dell’Amministrazione Comunale, e dà una risposta concreta alle aspettative delle due categorie, una risposta che la città di Gaeta attende da dieci anni“.
Così l’Assessore all’Urbanistica Pasquale De Simone che, nel suo intervento, smonta punto per punto le critiche mosse dal Comitato Spontaneo degli Inquilini per il Diritto alla Casa di Gaeta, all’Accordo Territoriale per il Canone d’Affitto Concordato, siglato il 30 dicembre scorso tra i rappresentanti delle organizzazioni degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat) e dei proprietari (Uppi, Asppi, Confedilizia), ed il Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano.

Una premessa è doverosa per l’Assessore De Simone che osserva “Quella del Comitato è la ricostruzione faziosa di un provvedimento che ha invece ratio e finalità di ampio respiro, che sta ottenendo riscontri positivi sul territorio poiché risponde, in modo organico e sistematico, alle istanze pressanti del disagio abitativo cittadino“.

Evidenzio in modo fermo – prosegue l’amministratore – per una questione di obiettività, alcuni passaggi non corrispondenti al vero riportati nelle dichiarazioni del Comitato Spontaneo:

1. In primis nessuna richiesta di partecipazione al Tavolo istituito per l’Accordo Territoriale è pervenuta all’Assessorato Urbanistica da parte del suddetto Comitato. In secondo luogo l’Amministrazione Comunale ha ampiamente soddisfatto l’obbligo di concertazione riunendo intorno al tavolo delle trattative le maggiori sigle sindacali della Provincia di Latina, rappresentanti gli inquilini e i proprietari di immobili. Non c’è nessun obbligo a convocare un Comitato Spontaneo dal quale tra l’altro, si ribadisce, non abbiamo mai ricevuto nessuna richiesta di partecipazione. Hanno svolto intense trattative, a partire da marzo 2014, con incontri quasi mensili, le sei principali organizzazioni sindacali degli inquilini e dei proprietari della Provincia di Latina, che hanno già sottoscritto medesimi accordi Territoriali in altri Comuni pontini: UPPI, ASPPI, e Confedilizia in rappresentanza dei proprietari; SUNIA, SICET e UNIAT in rappresentanza degli inquilini. Tengo a precisare che tutte le sigle hanno partecipato al tavolo delle trattative con la stessa forza contrattuale. SUNIA in particolare ha manifestato un grande attivismo per il raggiungimento dell’accordo.
2. In merito alla costituzione e al lavoro svolto dal tavolo non c’è stato alcun silenzio da parte dell’Amministrazione: tutto è avvenuto nel massimo della trasparenza e pubblicità. Da marzo al 30 dicembre 2014, data della firma dell’Accordo Territoriale, l’Amministrazione Comunale ha svolto una costante e fattiva azione di mediazione sbloccando un impasse che durava da dieci anni. Nessun governo cittadino, prima di noi, negli ultimi dieci anni, ha fatto nulla per affermare anche a Gaeta il Canone d’Affitto Concordato. Con orgoglio rivendichiamo il successo di questa nostra azione amministrazione, non priva di ostacoli e difficoltà che abbiamo brillantemente superato, mediando gli interessi, le ragioni e le istanze di tutte le parti coinvolte.
3. In merito alle politiche abitative e alle azioni per il rilancio dell’edilizia popolare, è facile smontare le tesi dei nostri detrattori, poiché i risultati raggiunti sono sotto gli occhi di tutti: l’edilizia cooperativistica e quella agevolata hanno avuto negli ultimi due anni una forte accelerazione, grazie allo sblocco di quasi tutti i comparti edificatori, attualmente in fase di realizzazione. Manca all’appello solo la sottozona B3 di PRG. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, ovvero le Case Popolari: abbiamo attivato il progetto per la realizzazione di 9 alloggi popolari nella zona C2 Monte Tortona. Questi saranno costruiti dall’Ater cui abbiamo concesso il diritto di superficie dell’area, in cambio dei lavori di manutenzione straordinaria (mai effettuati in 60 anni) del complesso popolare Mazzamariello, ormai conclusi. Inoltre abbiamo ottenuto l’impegno dell’Ater per la costruzione di altri 8 alloggi popolari in Via Monte Altino e Via Moncenisio. Prima di noi cosa è stato fatto per l’edilizia popolare? Nulla negli ultimi 50 anni!
4. Precisazione tecnica importante: l’Accordo Territoriale siglato non è riferito solo alle seconde case, ma anche e sopratutto alla prima casa. La sua principale finalità è, infatti, quella di rispondere all’emergenza abitativa. Garantendo vantaggi sia ai proprietari che agli inquilini si sprona alla regolarizzazione dei contratti di fitto. La ratio sociale è proprio quella di far venire alla luce le locazioni in nero. I vantaggi fiscali dei proprietari vengono ampiamente bilanciati dai vantaggi degli inquilini che derivano dal canone calmierato, ovvero un canone oggettivamente più basso rispetto a quello determinato dal mercato. E adesso lo dimostriamo con esempi concreti che evidenziano, altresì, come il Comitato Spontaneo sia completamente in errore nelle sue considerazioni, relative alla fasce omogenee ed ai valori per il calcolo dell’affitto calmierato, individuati dall’Accordo Territoriale.
5. Ricordiamo che il territorio comunale è stato diviso in 5 fasce omogenee. Ogni zona omogenea è stata poi suddivisa in 3 sub fasce, sulla base di parametri indicati nell’Accordo Territoriale. Per ciascuna sub fascia sono individuati i valori minimi e massimi a metro quadro, da applicare per ottenere l’importo dell’affitto. Il primo dato da rimarcare è che le 5 fasce omogenee sono state individuate su specifica indicazione delle organizzazioni sindacali che hanno ridisegnato, in sede di trattativa, quelle indicate inizialmente dall’Amministrazione Comunale.
L’interpretazione dei nostri detrattori è del tutto parziale. Eccone la dimostrazione. Consideriamo la fascia 2, ovvero media, quella cui fa riferimento anche il Comitato Spontaneo, che per capirci comprende Serapo, area fortemente turistica, centralissima, e quindi inevitabilmente più costosa, ma comunque il canone calmierato, anche in questa zona, risulta essere più basso di quello definito dal mercato.
La prova è nei dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, in particolare in riferimento alle microzone catastali. Confrontiamo i valori calmierati con quelli dell’Osservatorio e quindi del mercato. Per la fascia 2, l’Osservatorio prevede valori di riferimento per il calcolo dell’affitto che vanno da 7,5 euro a 11,2 euro al mq., l’Accordo Territoriale stabilisce invece valori da 6,5 a 7,5 euro al mq. Per la Fascia 3, ovvero alta, l’Osservatorio prevede valori da 9,5 a 14,5 euro al mq. L’Accordo territoriale invece da 7,5 al ad un massimo di 9,5 euro al mq. Il ribasso attuato dall’Accordo è evidente.
E’ del tutto normale, infine, che quanto maggiore è il livello di standard edilizi di un immobile (balconi, garage, cantina ecc) maggiore sarà il costo del suo affitto, che però resta calmierato. Non potrà mai superare il valore predefinito dall’Accordo, e quindi sarà sempre più basso rispetto al canone stabilito dal mercato.

​Addetto Stampa del Sindaco