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giovedì, 14 novembre 2019

Nuovi vicari foranei per la Diocesi di Gaeta

 

 

Confermando le indiscrezioni che, nei giorni scorsi, avevano anticipato i nomi dei quattro sacerdoti che l’arcivescovo Luigi Vari
si apprestava a nominare quali vicari delle quattro foranie in cui è suddivisa la comunità di competenza della cittadina del golfo, il prelato ne ha ufficializzato i nomi. Si tratta di don Cristoforo Adriano per la forania di Minturno, don Alfredo Micalusi, per quella di Formia, don Stefano Castaldi per Gaeta e di don Gaetano Manzo per la forania di Fondi, quella che, per estensione e numero di abitanti, risulta essere la più numerosa, inglobando anche la comunità parrocchiale di Pastena,  centro della provincia di Frosinone, così come Ausonia e Coreno Ausonio, cittadine anch’esse ciociare, fanno recapito alla forania di Traetto, antica denominazione di Minturno. 

Da sinistra: don Cristoforo
Adriano, don Gaetano Manzo, don Alfredo Micalusi e don Stefano Castaldi

E che si tratti di quattro sacerdoti brillantemente operativi e amati dai fedeli, lo dimostrano le loro laboriose e preziose presenze nelle rispettive comunità, dove fioriscono pregevoli iniziative dall’intenso richiamo specie verso le nuove generazioni. Così è per don Cristoforo, a Minturno, con le problematiche che tutta  quella zona del sud pontino comporta, per don Stefano Castaldi, già missionario nelle disastrate terre dei monsoni, dopo la prima esperienza a Fondi, negli anni Ottanta, dove il sacerdote viterbese aveva pure insegnato presso la Scuola media “Garibaldi”, a quel tempo affidata alla guida di una delle ultime validissime figure dirigenti, la prof. Concetta Galantuomo in Raso. Altrettanto intenso è l’impegno di don Alfredo Micalusi, originario di Monte San Biagio ma immediatamente incaricato, subito dopo l’ordinazione sacerdotale, della nomina  a parroco di San Michele Arcangelo a Itri, dove si è fatto voler tanto bene anche per quel particolare spirito missionario che lo ha portato a impegnare i fedeli e se stesso, in prima persona, nella GuineAction, per alleviare le sofferenze di quel popolo e favorirne una dignitosa crescita materiale e culturale. Anche per il quarto sacerdote, don Gaetano Manzo, parroco a Sperlonga da molti lustri, è enorme il riconoscimento della comunità per il suo entusiastico impegno verso tutti, con l’attenzione maggiore rivolta principalmente verso i più deboli e indifesi.

E proprio in questa ottica vanno inquadrate le iniziative benefiche che la parrocchia organizza e favorisce a Natale, in diversi momenti dell’anno e, soprattutto la Domenica delle Palme quando i proventi dell’impegno operativo di catechiste, volontari e semplici fedeli, che approntano le “Palmette pro sostegno allo studio di molti ragazzi poverissimi della Guinea”, traducono in un sostegno concreto la loro encomiabile vocazione alla solidarietà. E tutto questo con don Gaetano, itrano di nascita e proveniente da una lunga esperienza (Cattedrale di Gaeta dove, il 25 giugno 1989, sotto la guida diocesana dall’arcivescovo Vincenzo Maria Farano, accolse il papa san Giovanni Paolo II; insegnante di Religione nelle scuole statali per quindici anni; cappellano militare per la Scuola Nautica Guardia di Finanza e per l’Esercito nella città di Gaeta, allora sede di Presidio Militare; cappellano dell’ospedale ”mons. Luigi Di Liegro” di Gaeta per 23 anni; sacerdote celebrante la Santa Messa presso il Museo Nazionale Archeologico di Sperlonga in occasione della “Peregrinatio Mariae” della statuetta della Madonna di Fatima da lui fatta sostare per diversi giorni presso la struttura museale, ecc.), che ha sempre rifuggito il richiamo della passerella mediatica per svolgere con schiva compostezza il suo compito di pastore delle anime. Ecco allora perché soprattutto a Itri la comunità dei fedeli è particolarmente entusiasta delle nuove nomine nelle foranie dove due pastori d’anime portano, o per nascita, o per operatività, l’impronta di un popolo che, pur con le sue tante contraddizioni, ha uno stretto legame con la Fede e la vita improntata al messaggio evangelico.

di Orazio Ruggieri