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mercoledì, 26 febbraio 2020

Sequestrato avvocato a scopo di estorsione, in carcere 4 persone

 

 

I Carabinieri del Comando provinciale di Latina, supportati da quelli delle compagnie carabinieri di Castel Gandolfo e Tivoli, coordinati dalla Dda di Roma e dalla Procura della Repubblica di Latina, hanno catturato nelle province di Latina e Roma, sottoponendo a custodia cautelare in carcere quattro persone, responsabili di aver sequestrato un avvocato a scopo di estorsione aggravato dal metodo mafioso.

L’episodio veniva denunciato il pomeriggio del 25.06.2019, presso il comando di Latina da un avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, il quale, presentando segni di percosse sul volto e sul corpo, riferiva che, nel corso della mattinata P.E., 43enne di Latina, già suo cliente, con la scusa di richiedere la disponibilità ad assistere un suo amico gli aveva dato appuntamento nei pressi degli uffici della Procura della Repubblica di Latina.

Il professionista veniva successivamente condotto all’interno di un fabbricato abbandonato fuori dal centro abitato, ove veniva colpito al volto, minacciato con un manganello, rapinato di euro 2300, e di effetti personali, e dell’autovettura. Successivamente sopraggiungevano anche gli altri correi i quali, tenendo segregato il legale per cinque ore ed adducendo come motivazione l’inadeguata difesa nel corso di processi penali e civili, lo costringevano a sottoscrivere, quale prezzo della sua liberazione, cambiali e scritture private per euro 110.000, paventando anche l’intervento di un esponente della criminalità organizzata di Caserta.

L’indagine, denominata convenzionalmente “Stelvio” avviata nell’immediatezza dai militari della stazione carabinieri, che in breve tempo individuavano il luogo della segregazione e rinvenivano l’autovettura sottratta dai malfattori, veniva successivamente proseguita dal nucleo investigativo e dalla compagnia carabinieri di Latina con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia di Roma e della Procura di Latina.

Le investigazioni consentivano di riscontrare la dinamica degli eventi denunciati dal professionista, raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei destinatari della misura cautelare, e di recuperare e sequestrare e le cambiali estorte al legale prima che venissero riscosse. Gli arrestati sono stati associati alle case circondariali di Latina e Roma Rebibbia.