Formia, Acervara, l’Assessore Masiello: “Nessuna maxilottizzazione, vi spiego come stanno le cose…”

Maxilottizzazione all’Acervara? Ovviamente, le cose stanno in modo del tutto diverso”. L’assessore all’Urbanistica Giuseppe Masiello interviene per fare chiarezza sulla vicenda segnalata da alcuni blog in merito alla variante di piano regolatore che interessa un’area di circa 5 mila metri quadrati in zona Vindicio.

La superficie in questione – spiega Masiello – non ha nulla a che vedere con la lottizzazione dell’Acervara di cui si è a lungo discusso. L’area era interessata da un vincolo espropriativo dichiarato decaduto dal giudice amministrativo. A seguito dell’inadempienza della precedente amministrazione, il proprietario ha chiesto ed ottenuto la nomina di un commissario ad acta al fine di veder ridefinite le destinazioni del lotto. Secondo il prg vigente, il terreno era graficizzato come zona F, ovvero parco pubblico. La ridefinizione del commissario ad acta inizia nel 2009. L’intervento giunge a definizione il 19 febbraio 2013, a seguito del decesso del precedente commissario, quindi ancora sotto l’amministrazione Forte. L’area è rimasta catalogata come F, quindi non edificabile a fini residenziali”.

Il risultato, spiega l’Assessore, è una soluzione che salvaguarda gli interessi della città (come peraltro specificamente asserito dallo stesso commissario ad acta nella sua relazione: “il soddisfacimento dell’interesse pubblico appare raggiunto”). “A seguito della variante – spiega Masiello – circa due mila metri quadri, individuati nella porzione della particella confinante con la strada e quindi più facilmente accessibile, sono stati ceduti gratuitamente al Comune per realizzarvi parcheggi ed un’area verde. La parte rimanente del lotto sarà interessato dalla nuova destinazione per servizi privati di interesse pubblico in analogia con quanto indicato dal vigente piano regolatore con la categoria F2. E’ inoltre prevista la demolizione dei manufatti esistenti per circa 156 metri quadrati fuori terra”.

Sintetizzando, dunque, a seguito della variante adottata, “il 34% di superficie del lotto sarà di proprietà del Comune, acquisita a titolo gratuito e di uso pubblico. Il resto è diviso in due porzioni: una destinata a verde privato di salvaguardia del vincolo archeologico e l’altra destinata a servizi che, seppur privati, sono comunque di pubblica utilità”.

Tutto ciò – prosegue Masiello – è chiaramente evincibile dai documenti allegati dalla stessa fonte di questa pseudonotizia. Delle due una: o si continua a parlare e straparlare senza alcuna cognizione di causa o, come credo, si tenta di mistificare le carte per interessi che nulla hanno a che fare con il diritto all’informazione costituzionalmente garantito. Benché la pratica non sia imputabile a questa amministrazione, dico che ce ne fossero di maxilottizzazioni così. Il nostro obiettivo era e resta la salvaguardia del suolo, arrivare a definire il nuovo piano regolatore generale e dotare così la città di uno strumento principe, capace una volta e per tutte di scongiurare ogni pericolo di cementificazione selvaggia”.