Abbazia del Valvisciolo

di Alessandra Aprea

 

Salto nel passato a Sermoneta, una perla medievale imperdibile in provincia di Latina, che permette di vivere in prima persona la storia attraverso i vari luoghi ed edifici della piccola cittadina, poco conosciuta se non nel territorio pontino, ma che ha tanto da raccontare.

Abbazia del Valvisciolo
Abbazia del Valvisciolo

In primo luogo è da non perdere il Castello dei Caetani, un po’ il simbolo di questa città, ricco di affreschi e opere d’arte realizzato dall’omonima famiglia intorno all’undicesimo secolo.

Altro luogo molto visitato della zona è il Giardino di Ninfa, uno spettacolo che rende maggiormente nel periodo primaverile ma altrettanto magnifico in tutti i periodi dell’anno.

Da encomiare la cucina tradizionale e casareccia, adatta anche ai palati più raffinati, con un focus sulla torta di ricotta e sulle ciambelle al magro.

Non molto lontano, tra Sermoneta e l’oasi di Ninfa, troviamo l’abbazia del Valvisciolo, nella Valle dell’Usignolo. Un capolavoro architettonico in stile gotico-romano, iniziato ad essere edificato intorno al 1206 (se non prima, già ai tempi dei monaci greci – non si hanno testimonianze certe) con pietre calcaree locali e terminato definitivamente solo intorno al 1960. Questo edificio con il passare dei secoli ha ospitato diversi ordini religiosi, tra cui quello dei Templari le cui testimonianze nascoste non sono sfuggite ai più attenti osservatori: ad esempio accanto allo sproporzionato rosone di dodici petali troviamo la famosa croce templare e altri dettagli architettonici che non lasciano dubbi sulla presenza del famoso ordine dei cavalieri. Successivamente subentrano i Cistercensi che ancora oggi operano in questo luogo e che si sono occupati di tutti i restauri che si sono resi necessari negli anni.

L’architettura e le decorazioni sono molto semplici, sulla scia del canone benedettino. Questa semplicità continua anche all’interno della chiesa, suddivisa in tre navate da pilastri e colonne, che presenta pareti spoglie da affreschi fatta eccezione per il fondo della navata sinistra dove è possibile ammirare la cappella di Santo Stefano, ciclo commissionato al pittore Pomarancio dalla famiglia dei Caetani in onore della visita del papa Sisto V, quindi risalenti alla fine del 1500.

Altro particolare insolito per questo genere di edificio è presente nel campanile situato lateralmente e non centralmente come in genere dovrebbe essere.

A destra dell’edificio parrocchiale abbiamo il chiostro, tipico luogo di riflessione e preghiera per ogni abbazia, gioiello nella sua essenzialità: ben curato e colorato con al centro il tradizionale pozzo.