Il caso del mega-impianto di smaltimento fanghi di futura realizzazione tra il comune di Latina e quello di Sermoneta (zona Tor Tre Ponti), la cui paternità è di Acqualatina S.p.A., arriva in Senato. Questa struttura dovrebbe accogliere, trattare e smaltire i fanghi derivanti dai 63 depuratori delle acque reflue della provincia. Il Sen. Vacciano, infatti, ha depositato il 30 di giugno un’interrogazione volta a far luce sulla procedura di approvazione del progetto che risale al 2011.

Le anomalie rilevate dal Senatore pontino non entrano nel merito della bontà della scelta imprenditoriale della società di gestione pubblico-privata, piuttosto si concentrano sull’iter di approvazione del progetto all’interno della Conferenza dei sindaci e presidenti di provincia dell’Ambito Territoriale Ottimale n. 4, costellate – a quanto pare – da diverse zone d’ombra. Al momento delle due deliberazioni (la prima è del novembre del 2011 mentre l’altra è dell’estate del 2012) che hanno ufficializzato la volontà di Acqualatina di costruire tale struttura, dopo attenta lettura dei documenti pubblicati on line, è evidente che non siano state mai fornite proiezioni di costo e dati tecnici sui quali poter ragionare per valutare l’appropriatezza della scelta di gestione. La tesi di Vacciano, in più, si fonda sulla valutazione nel complesso della Convenzione di gestione dell’affidamento del S.I.I.. Questo accordo tra le parti fu anche oggetto di un’indagine della Regione Lazio e di due sentenze del Consiglio di Stato, con le quali furono sollevati dubbi relativi all’eccessivo discostamento dalla sostanza della convenzione-tipo, parametro istituzionale formulato dalla stessa Regione come riferimento per tutti i contratti della medesima natura. L’11 novembre del 2011, giornata in cui comparve per la prima volta l’impianto di smaltimento fanghi negli atti, fu una giornata campale per il futuro degli utenti del servizio idrico integrato dell’ATO n. 4, poiché durante questo giorno la Conferenza prese molteplici decisioni, tra le quali: la revisione del piano d’ambito, l’approvazione della nuova convenzione di affidamento del servizio idrico integrato e forte era ancora la eco del referendum abrogativo del 12 e 13 giugno 2011 con il quale si è andati ad abrogare “l’adeguata remunerazione del capitale”, calcolo proporzionale che favorisce i gestori non pubblici del S.I.I.. Quindi, considerando il tumultuoso periodo per il servizio idrico integrato, Vacciano menziona degli articoli del disciplinare e della convenzione vigente che, nonostante sia foriera di numerose perplessità, indica disposizioni che non sono state comunque rispettate: il gestore Acqualatina non ha mai presentato in dettaglio il progetto di realizzazione del grande impianto e la Segreteria T.O. dell’ATO4non ha mai evidenziato queste negligenze.“È da rivelare altresì che l’introduzione di questa nuova opera accessoria non sia mai stata vagliata dai soci pubblici, ai quali, per la maggior parte, è sicuramente imputabile il deprecabile e generale disinteresse, manifestato dalla assoluta mancanza di richieste di approfondimento od opposizione all’inserimento dell’impianto nella revisione del piano”. A parte tutti i sindaci della provincia pontina, tra i nomi dei convocati spicca quello di Zingaretti, al tempo dei fatti Presidente della Provincia di Roma (nell’ATO4 sono ricompresi alcuni comuni della provincia capitolina e della ciociaria) il quale è sempre risultato assente durante tutti gli incontri, soprattutto durante le deliberazioni che hanno ufficializzato il progetto del mega-impianto in questione; al contrario, Armando Cusani, ex Presidente della Provincia di Latina, rappresentava la figura di coordinamento sempre presente, che, insieme alla S.T.O., non ha mai eccepito le omissioni procedurali attribuibili al Gestore – Acqualatina.

Dunque, si rimanda la questione al vaglio del Ministro dell’ambiente e dell’Autorità per l’energia elettrica ed il gas e il servizio idrico, confidando nella loro celerità affinché si esprima in tempi rapidi vista la richiesta l’autorizzazione di VIA dell’impianto di smaltimento fanghi (normativamente inquadrati come rifiuti speciali) già inoltrata da Acqualatina presso gli uffici della Regione Lazio.