“Usi civici”: compravendite immobiliari a rischio anche dopo anni. Il notaio Antonelli spiega perchè

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Il notaio di Formia Gian Marco Antonelli prenderà parte, il prossimo 4 dicembre presso il Consiglio Nazionale del Notariato di Roma, al convegno sulla spinosa tematica degli usi civici che vede tra i relatori i massimi esperti in materia quali il Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale Aldo Carosi, il Prof. On. Vincenzo Cerulli Irelli, il Notaio Francesco Gerbo di Roma ed il Notaio Antonelli di Formia.  “Gli usi civici – spiega il notaio Antonelli – altro non sono che gli antichi diritti concessi nei secoli scorsi dai feudatari a tutti gli abitanti (cives) di determinati territori (oggi i Comuni), consistenti nella coltivazione delle terre, nella caccia, nella pesca e simili, e che l’attuale normativa riconosce come non estinti ed imprescrittibili. Lungi dall’essere un istituto desueto, hanno acquistato un rinnovato interesse a livello mondiale grazie agli importanti studi di Elinor Ostrom, che gli sono valsi il premio Nobel per l’economia. Inoltre, a livello giuridico, la loro importanza eÌ dovuta al fatto che essi sono causa di una vera e propria paralisi nella circolazione degli immobili siti in determinate zone, come ad esempio quella del Sud Pontino dove opero“.

Nella sua relazione, il notaio Antonelli si occuperà proprio delle questioni inerenti la commercializzazione degli immobili gravati appunto da usi civici. Infatti gli usi civici, che affondano le proprie radici fin nel periodo feudale, hanno drammatiche conseguenze per gli ignari proprietari di un immobile, che dovesse essere poi dichiarato assoggettato ad uso civico, perchè tale bene diverrebbe incommerciabile senza limiti di tempo, senza che l’usucapione o prescrizioni di sorta possano superare questa incommerciabilità. Il vero problema eÌ che la scoperta di un uso civico potrebbe giungere improvvisa ed inaspettata, semplicemente per la scoperta della sua esistenza, dopo che, anche per decenni, se ne fosse persa traccia. “E’ singolare in proposito – continua Antonelli – l’affermazione di una recente sentenza di primo grado, secondo cui anche una semplice indicazione in catasto di diciture anomale come (livello, enfiteusi o diritto del concedente), e non solo di “uso civico”, dovrebbero indurre a sospendere ogni trasferimento del bene fino all’espletamento dei lunghissimi accertamenti in Regione e presso i Commissari per gli usi civici, che potrebbero durare anche anni”.

Proprio su queste ed altre problematiche, la task force che siederà il prossimo 4 dicembre a Roma cercherà di fare chiarezza. I titoli delle relazioni saranno i seguenti: “Usi civici: problemi attuali, soluzioni prospettate” (F. Gerbo); “Nuove prospettive della proprietà contadina” (V. Cerulli Irelli); “Usi civici: diritti antichi e problemi recenti. La circolazione delle terre civiche alla luce dei più recenti ortientamenti sui riparti di competenze” (G.M. Antonelli); “Le prospettive alla luce delle recenti decisioni della Corte” (A. Carosi).