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Itri, no ai TIR, si ai camionisti

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Mentre cresce esponenzialmente il numero dei sottoscrittori della petizione lanciata dall’associazione “Piazza Grande” di Itri, che chiede alle autorità competenti di vietare il transito degli automezzi pesanti sull’unica arteria che attraversa, a mo’ di diametro, Itri, si registrano, ogni giorno, sempre più casi di firmatari che, in aggiunta alla loro adesione scritta alla raccolta delle firme, fanno seguire una chiarificatrice postilla al consenso espresso. “Il nostro convinto <no> al transito dei camion di una certa portata –si legge negli interventi sui social di parecchi internauti- prescinde assolutamente dalla piena considerazione per il pur travagliato lavoro degli autotrasportatori. Siamo pienamente coscienti che sono proprio loro che avrebbero l’enorme piacere di poter transitare sull’arteria alternativa alla consolare Appia per veicolare da Terracina a Formia e viceversa, in quanto eviterebbero le pericolose e tortuose anse stradali che si trovano, numerose, tra Fondi e Itri, e i tanti dossi, tragici epitaffi di decine di incidenti mortali, che, poi, bloccano, per ore, il traffico sulla consolare n. 7 nel tratto compreso tra Itri e Formia. Purtroppo le allarmanti conseguenze della circolazione sull’unica strada che attraversa Itri riguardo la stabilità delle abitazioni, la tenuta della copertura del sottostante torrente e il rischio gravissimo di condividere l’asfalto della carreggiata con centinaia di auto di familiari che accompagnano a scuola e da lì riprendono, all’uscita, i figlioli, con alunni che attraversano l’Appia in più punti, con l’affollato assembramento di fedeli che frequentano la chiesa della Madonna delle Grazie, oltre alla censurabile imprudenza, nella guida, di alcuni camionisti che scendono dal cimitero, nella direzione Fondi-Itri, a velocità sostenuta, velocità con la quale si immettono nel centro urbano, all’altezza del popoloso quartiere popolare della Madonna delle Grazie, rendono improrogabilmente urgente l’esigenza di rivedere l’autorizzazione al transito, in paese, degli autocarri di grossa portata”. Si tratta, chiaramente di considerazioni supportate da dati inoppugnabili ma, al di là della statale Appia, non vi è altra ipotesi alternativa al traffico dei grossi autotreni, oltre a quella della circolazione sulla parallela strada regionale “Flacca”, priva di tratti tortuosi e di saliscendi altimetrici. Ma su quella arteria il traffico dei mezzi pesanti era stato bandito più di qualche anno fa sia per intasanti coincidenze con l’affollata veicolazione del movimento turistico, sia per le deficienze tecniche riscontrate nella capacità dei ponti della “Flacca” di sopportare il peso di autoveicoli di rilevante portata. Come, allora, risolvere l’assillante problema anche alla luce del dormiente stato di attenzione prestato alle attese generali dalle strutture istituzionali deliberanti in materia di creazione di una strada pedemontana che vada a risolvere il tormentato impasse?

Orazio Ruggeri