L’istituto comprensivo Principe Amedeo si tinge di arancione per dare voce alle donne

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Anche quest’anno l’Istituto Comprensivo Principe Amedeo ha testimoniato il proprio NO alla violenza contro le donne.

Gli alunni impossibilitati per l’emergenza Covid a svolgere incontri in presenza con esperti e autori, hanno aderito apponendo su ogni porta della propria aula un fiocco arancione – colore scelto dalle Nazioni Unite come simbolo di un futuro senza violenza di genere – che rimarrà esposto dal 25 novembre, Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, per 16 giornate consecutive.

L’iniziativa terminerà, infatti, il 10 dicembre in concomitanza con la Giornata Internazionale dei Diritti Umani.  

La Preside Rispoli e tutti i docenti non si sono scoraggiati e, in questo periodo dove la sicurezza degli alunni è la prima a dover essere tutelata, si sono attivati in modo diverso ma significativo ” in quanto – ribadisce la Prof.ssa Garau, che da anni si occupa di coordinare le attività legate a questo evento – la ricaduta positiva di sensibilizzazione di questo progetto sugli alunni è troppo importante per rinunciarvi.”

In questi giorni i ragazzi saranno impegnati in varie attività, visione di interviste a grandi esperti, presentazioni in powerpoint, letture e dibattiti sul tema, interventi a distanza di psicologi e tanto altro.

Fino all’anno scorso tutto si concludeva con una manifestazione emozionante e fortemente formativa per gli alunni.

Quest’anno, invece, oggi 25 novembre, giornata di apertura dei lavori, la scuola secondaria di primo grado Principe Amedeo ha partecipato ad un incontro in streaming: ogni alunno nella propria classe di appartenenza ha potuto ascoltare, attraverso la lavagna interattiva, l’esibizione dell’artista Valentina Ferraiuolo e del musicista Domenico De Luca, da anni impegnati con la nostra scuola contro la violenza di genere che, sulle note incisive del “Tamburo Rosso”. Gli autori hanno lanciato un messaggio che funge anche da monito: “La pelle del tamburo è l’unica che puoi percuotere”.

La voce unica e suggestiva di Valentina Ferraiuolo, le mani alzate e partecipative di tutti gli alunni, distanziati ognuno nelle proprie classi e seduti al proprio banco singolo, hanno iniettato nel cuore di tutti un messaggio di amore e rispetto per le donne.

L’evento è stato introdotto dalla Preside Rispoli, che ha ribadito che la violenza si combatte con la cultura, perché bisogna insegnare ai ragazzi che il rispetto è la libertà di fermarsi di fronte alla sacralità dell’essere umano. Ma perché ciò venga interiorizzato è necessaria la collaborazione di tutti, uomini e donne, in quanto siamo tutti pezzi di uno stesso puzzle ed ognuno di noi con un piccolo gesto può contribuire a cambiare i comportamenti sociali e culturali della nostra società”.

Ha concluso il suo intervento con l’aforisma di G. Pastore:

NON AMARMI, MA RISPETTAMI PERCHÉ È NEL RISPETTO CHE MI DARAI TUTTO L’AMORE DI CUI HO BISOGNO.

A seguire gli alunni hanno potuto ascoltare le parole dell’Assessore all’Istruzione Gianna Conte, che ci ha onorati della sua presenza.

“Il rispetto verso la donna, passa attraverso l’educazione di tutti ed è un percorso che bisogna iniziare da piccoli. Gli studenti, infatti, è importante che svolgano attività didattiche relative ai diritti ma anche ai loro doveri: il rispetto reciproco, l’accoglienza, la cura, l’uguaglianza e la parità”. Con emozione, anche in questa occasione, ha consegnato una pergamena da parte sua e del Primo Cittadino Cosmo Mitrano agli studenti della “Principe Amedeo”, su cui sono citati alcuni versi della poesia ‘Canto delle donne’ di Alda Merini, quale spunto di riflessione sulle vittime di violenza.

Infine è intervenuta la prof.ssa Garau che ha sottolineato il dovere che hanno la scuola e la famiglia di educare i giovani alla non violenza e che – come afferma il filosofo e storico Galimberti – “Bisogna insegnare la parità di genere già ai bambini dell’asilo”.

Questo significa passare dalla fase pulsionale, naturale e senza linguaggio, a quella sentimentale.

Il passaggio avviene quando si è educati alle emozioni.

Si può educare alle emozioni anche a scuola attraverso i libri, la letteratura, la poesia.

I libri sono gli ‘strumenti’ che guidano l’educazione sentimentale delle persone nel passaggio dalle pulsioni alla capacità di conoscere tramite il proprio sentire.

Leggendo i romanzi i giovani si appropriano anche dei modi per reagire al dolore e al disagio.

Inoltre la professoressa Garau ha citato l’esempio di alcune donne sopravvissute alla violenza; esse devono diventare un esempio di forza e testimonianza per chi ancora non è rinato la seconda volta, ovvero per tutte le donne che sono ogni giorno violentate, ma non riescono a ribellarsi, a dire basta, a fuggire, a denunciare per paura o perché insanamente convinte che meritino delle simili brutalità.

Nadia Murad, definita “fenice guerriera”, da schiava sessuale è diventata paladina delle donne distrutte dalla violenza dell’Isis.

L’umanità ha disperatamente bisogno dell’esempio di eroismo di simili donne.

E il compito degli insegnanti è educare gli alunni a non tacere, il silenzio aiuta il carnefice mai la vittima; i giovani devono essere formati e divenire attivisti contro gli abusi sessuali e i crimini di guerra.

Gli alunni devono sostituire la paura con il coraggio proprio attraverso la partecipazione a tali eventi promossi dalla scuola.

Tutti abbiamo il diritto di essere felici, nessuno escluso: nessuno è nato per soffrire o subire violenza.

Al termine dell’evento on-line la Preside Rispoli e l’Assessore all’Istruzione Gianna Conte hanno apposto all’esterno dell’ingresso dell’Istituto Principe Amedeo un fiocco di nastro arancione come emblema della lotta alla violenza sulle donne.

Una rappresentanza di alunni delle classi terze ha partecipato a questo momento conclusivo emozionante e ha testimoniato la loro unione nella lotta ad ogni forma di violenza, tenendo in mano un nastro arancione che, seppur li distanziasse, li univa con il filo conduttore e invisibile dell’amore.