Non ci sono belle notizie per i pensionati, infatti nei prossimi anni, in particolare dal 2027, l’età per smettere di lavorare aumenterà: ecco che cosa prevede la legge.
La pensione è una somma che viene versata, ogni mese, ai lavoratori che hanno raggiunto una determinata età anagrafica e contributiva. Questo vuol dire che, dopo aver lavorato tutta la vita o dopo aver comunque raggiunto l’età possibile per smettere di lavorare, ricevono- come previsto dall’ordinamento italiano- una rendita mensile. Negli ultimi anni sono state apportate varie modifiche e il Governo ha provato ad aiutare maggiormente i pensionati.

Ci sono, però, delle categorie di persone che possono richiedere la pensione anticipata, come gli invalidi che hanno una riduzione della capacità lavorativa almeno del 74%, le donne, o i lavoratori usuranti e gravosi, che svolgono attività faticose, lavori in catena o guidano mezzi pubblici. Ma non per tutti valgono queste ‘regole’, infatti man mano si allungherà l’età di ingresso in pensione, in particolare dal 2027.
Pensione, quando si potrà andare: l’età aumenta, ecco cosa cambia nel 2027
Negli ultimi anni il Governo ha apportato delle modifiche per la riforma delle pensioni e molte prevedono la possibilità di andare prima. Ovviamente bisogna rispettare dei requisiti, come aver versato almeno 41 anni di contributi. In tanti sognano, dopo anni di lavoro, di andare in pensione e di poter godere di un po’ di riposo. Purtroppo non ci sono b

Infatti, con l’aumento dell’aspettativa di vita aumenta anche l’età pensionabile. Le tabelle aggiornate della Ragioneria regionale dello Stato sull’adeguamento dei requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, che sono state fatte sulla base delle proiezioni Istat, rivelano che nel 2027 l’età per andare in pensione dovrebbe aumentare.
La soglia di vecchiaia dovrebbe salire a 67 anni e 3 mesi. Per quella anticipata, invece, dovrebbe salire a 43 anni ed un mese per gli uomini e ’42+1′ per le donne. Ci sarà un ulteriore incremento nel 2029, quando ci sarà un aumento di altri due mesi. Questo vuol dire che si andrà in pensione verso i 67 anni e 5 mesi di età.
L’adeguamento ai nuovi dati non scatterà comunque in automatico, bisogna aspettare il Decreto del ministero dell’Economia: “Ci sono dei documenti tecnici, adesso dobbiamo aspettare i dati definitivi che darà l’Istat presumo a marzo”, ha detto Giorgetti. Ad oggi, però- come ribadito in precedenza- ci sono alcune categorie che possono richiedere la pensione anticipata: è possibile, infatti, accedere a Quota 41, ovvero avere 41 anni di contributi, o all’Ape Sociale, che vuol dire avere 63 anni e 5 mesi e almeno 30 anni di contributi.