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martedì, 12 novembre 2019

Gaeta, giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale

 

 

In occasione della ricorrenza della Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale (4 novembre 2019) il Sindaco Cosmo Mitrano, dopo la cerimonia della deposizione di una corona di alloro davanti al Monumento ai caduti ubicato nella Villa Traniello, ha rivolto un appello ai giovani, sottolineando che «questa giornata ci deve ricordare che il modo migliore per commemorare degnamente i nostri caduti è impegnarsi in prima persona, ogni giorno, nel nome certamente dei diritti ma anche dei doveri di ognuno di noi».
Erano molti i giovani presenti in rappresentanza degli studenti dell’Istituto Nautico «G. Caboto», dell’Istituto Tecnico-Economico con indirizzo turistico «E. Fermi» e dell’Istituto comprensivo «Principe Amedeo» rappresentato dagli alunni delle classi IV e V del plesso «G. Mazzini». Più che solo celebrativa, il primo cittadino ha voluto infatti porre l’accento sull’aspetto educativo della Giornata delle Forze Armate e dell’unità nazionale, precisando che un tempo il «servizio alla Patria» veniva identificato con l’obbligo di leva.
Dopo la stagione della contestazione del servizio militare è stata sospesa la leva obbligatoria trasformando l’esercito in senso professionale e introducendo il servizio civile con cui i giovani si potessero far carico di fornire una gamma di bisogni della nostra comunità, prevalentemente nei settori sociali ed economici. Bisogna rivalutare la parola «Patria» attraverso l’educazione, in modo che essa possa essere significativa per ogni generazione, quella oggi adulta, ma anche le più giovani.
Per Voi ragazze e ragazzi questi momenti sono preziosi perché è attraverso la memoria che si costruiscono la coscienza e la voglia di un futuro diverso, migliore e soprattutto possibile! È in questi momenti che bisogna guardare all’Europa come segno di speranza, un continente dilaniato dalla guerra fino a 74 anni fa che oggi è unito in una Pace che è nostro dovere, anche politico, difendere e diffondere.