Jó reggelt, jó reggelt, 

Kedves liliomszál, 

Megöntözlek rózsavízzel, 

Hogy ne hervadozzál. 

Kerek erdőn jártam, 

Piros tojást láttam, 

Bárány húzta rengő kocsin, 

Mindjárt ideszálltam. 

Nesze hát rózsavíz, 

Gyöngyöm, gyöngyvirágom. 

Hol a tojás, piros tojás? 

Tarisznyámba várom!

Buon giorno, buon giorno 

tu caro giglio, 

ti innaffio con l’acqua di rosa 

che tu non sfiorisca. 

Attraversando il bosco 

ho visto un uovo rosso 

tirato su un carro da una pecora 

e subito sono venuto qui. 

Eccoti l’acqua di rosa, 

mia perla, mio mughetto, 

dov’è l’uovo, l’uovo rosso? 

Lo voglio nella mia borsa!

Ancora oggi in tutta l’Ungheria è assai diffusa la tradizione dell’innaffiamento (Locsolkodás). Il Lunedì di Pasqua i ragazzi vanno a far visita alle ragazze, cantano uno stornello e chiedono poi il permesso di innaffiare le ragazze ovvero spruzzarle con gocce di profumo sulla testa. 

In tal modo, il fiore della casa non appassisce…

In cambio il ragazzo riceve un uovo dipinto che oggi è stato sostituito per lo più ,con un più gradito uovo di cioccolato e viene poi accolto con un piccolo rinfresco. 

In passato era abitudine per le ragazze innamorate regalare fino a venti trenta uova al proprio spasimante per cercare di superare le altre pretendenti. Si diceva che l’uovo che perdeva per primo il colore appartenesse alla donna giusta. 

Certamente le giovani ungheresi possono senz’altro ritenersi fortunate; le loro nonne venivano innaffiate con vere e proprie secchiate d’acqua!

A cura dell’Associazione Ernesto – Sportello Adozioni Internazionali